Recensione: Boku wa Tomodachi ga Sukunai

 

Raramente capita di trovare dei piccoli gioielli di commedia come Boku wa tomodachi ga sukunai. Un anime in grado di offrire contemporaneamente un umorismo esplosivo, e dalle molteplici caratteristiche, dell'ottimo e sano ecchi, e anche un decente accento sull'elemento romance comedy, con un occhio di riguardo per lo sviluppo dei personaggi. Un titolo assolutamente solido, quindi, di cui vi vado ora a elencare tutti i pregi.

 

Grafica

La grafica è abbastanza sfiziosa, decisamente siamo oltre lo stile semplicistico e ingenuo delle comuni harem comedy. Ogni personaggio gode di una caratterizzazione visiva curata, che sia la spilla a farfalla di Sena o l'outfit gotico di Kobato, che fa da coronamento a un carachter design che personalmente ho trovato adorabile. A livello tecnico, tutto si muove si schermo che è un piacere, quindi per quel che mi riguarda non ho niente di più da chiedere a Boku wa tomodachi ga sukunai dal punto di vista della grafica.

 

Musiche

Come probabilmente potete immaginare, non c'è molto da segnalare da questo punto di vista. Siamo leggermente sopra la media del genere, i temi sono sbarazzini e ben adatti all'atmosfera dell'anime, ma niente di più. Ad ogni modo, non ci sono neanche particolari difetti da segnalare in questa categoria.

 

Trama

Le basi di questa serie vengono stabilite nella prima serie: Kodaka Hasegawa, evitato da tutti per il suo aspetto da teppista, e Yozora Mikazuki, bella e intelligente ma negata nelle relazioni interpersonali al punto da inventarsi amici immaginari, danno vita a un club destinato, nella loro immaginazione, a trasformarli in persone popolari e piene di amici. Un posto dove fare pratica nell'arte di stringere rapporti umani, insomma. Il club cresce rapidamente ben oltre quelle che erano le aspettative di Yozora, attirando similmente altri soggetti decisamente dubbi, ognuno a modo suo un paria sociale.

Il fatto è che, come si scopre abbastanza presto, Yozora e Kodaka sono amici di infanzia, ma al momento della loro riunione solamente Yozora se ne è ricordata. Il piano di Yozora è fondamentalmente quello di creare un club solamente per loro due, e fare in modo che Kodaka piano piano recuperi il ricordo del loro rapporto. Purtroppo, l'arrivo degli altri membri, e soprattutto della bella e formosa Sena, romperà le fatidiche uova nel paniere a Yozora, generando sentimenti di accesa rivalità e tutto quello che ne consegue.

Il resto è fondamentalmente incentrato sulle attività del gruppo, con ogni puntata dedicata a qualcosa in particolare, in uno stile molto “slice of life”. Sullo sfondo, come filo conduttore, c'è lo sviluppo dei rapporti tra i personaggi, in particolare tra Kodaka e Yozora, e Kodaka e Sena.

 

Personaggi

Le star dello show sono ovviamente le due eroine, Yozora e Sena. In linea teorica, Yozora è più il mio tipo di personaggio: intelligente, tosta e leggermente sadica. Ma devo dire che nel corso dell'anime sconfina piuttosto spesso nel comportarsi da vera stronza, ed è anche un po' troppo arrogante per i miei gusti. Questo è potenzialmente giustificato dal suo background, come accennavo sopra, ma non ho potuto evitare di sentire un pizzico di antipatia nei suoi confronti. Sena è un personaggio un po' piatto, la solita ragazza dalle curve procaci e dal cervello piccolo, ma è incredibilmente carina, fondamentalmente buona e le sue latenti tendenze yuri le fanno guadagnare un bazzillione di punti.

Per quanto riguarda il protagonista, non c'è molto da dire. Se avete visto Ladies Versus Butlers, vi basterà sapere che stiamo parlando praticamente della stessa persona. Kodaka è fondamentalmente un ragazzo dall'aspetto da teppista ma dal carattere buono, completamente impermeabile all'attenzione delle donzelle intorno a lui. L'anime nel complesso non fa nulla per farlo brillare un po', e si trova quindi nell'imbarazzante situazione di essere una spalla, nonostante il suo ruolo di personaggio principale.

Il resto del cast è discreto e ben caratterizzato. Rika è un capolavoro, la ragazza prodigio e scienziata brillante, totalmente pervertita, che si eccita a vedere le parti meccaniche in movimento, assegnando a tale movimento connotazioni erotiche. Epocale il pezzo sul treno, quando si mette a guardare il giunto di collegamento tra due vagoni (non aggiungo altro). Oltre a lei, comunque, tutto il cast è di buon livello. Non mi ci soffermo troppo, ma sarà un piacere scoprirlo se deciderete di guardare quest'anime.

 

Conclusioni

Decisamente una delle migliori commedie degli ultimi anni, Boku wa tomodachi ga sukunai è un anime che ho apprezzato immensamente. Mi ha fatto divertire e affezionare ai personaggi, e non chiedo nulla di più a un anime di questa categoria. Che altro posso dire? Assolutamente consigliato.

 

Inviata il 24/1/2012 alle 12:32 da Overlord  

Prime Impressioni sulla Stagione Invernale - Parte Terza

 

Per questa stagione, si chiude qui. Pochi anime, ma nel complesso il livello qualitativo è stato notevole. Ovviamente, a Febbraio mi occuperò di BRS. Buona lettura!

 

The Knight in the Area: quand'ero piccolo mi piaceva Holly e Benji. Quand'ero piccolo.

Potenziale: 4 / 10

 

Senki Zesshou Symphogear: l'umanità è minacciata da una razza di orribili nemici, i Noise, contro cui (tanto per cambiare) le armi tradizionali non possono nulla. Infatti, l'unica cosa in grado di fermare i Noise sono delle cantanti, in grado di ricevere dalle loro canzoni superarmi e superpoteri (bé, si è vista roba più strana in passato, no?). Se pensate che questo anime possa strizzare in qualche modo l'occhio alla serie Macross, comunque, probabilmente siete fuori strada. Ben lungi dal voler promuovere la musica come ponte tra specie diverse e speranza di pace e fratellanza, qua la musica è blandamente l'ennesimo strumento da combattimento, e aiuta a rendere i combattimenti più scenografici. Non penso sia un caso se alla fine del primo episodio la protagonista risveglia il proprio potere tirando fuori un aspetto davvero “cattivo” - questa serie è probabilmente meno “ingenuamente shonen” di quanto possa sembrare a prima vista. Certo, mettere su display il nome delle mosse speciali è tanto triste come cosa, ma penso che darò una possibilità a questa serie.

Potenziale: 6,5 / 10

 

Danshi Kokusei no Nichijou: come Kimi to Boku qualche mese fa, Danshi Kokusei no Nichijou (DKN da qui in avanti) si propone di essere uno slice of life al maschile, ossia uno show che ha come protagonisti non un gruppo di ragazzine trasudanti moe, ma una banda di ragazzi delle superiori impegnati a passare il tempo in un misto di cazzeggio e nuove esperienze. Lo stile dei due anime, però, è piuttosto diverso, come parimenti è diverso lo stile di umorismo. DKN gioca molto sugli stereotipi del mondo dell'animazione, e si appoggia non poco al nonsense e alle situazioni surreali. E devo dire che questa prima puntata è risultata piuttosto divertente, anche se personalmente non sono un gran fan di quegli anime che spezzettano ogni puntata in almeno una mezza dozzina di sketch diversi e completamente scollegati. Se quest'anime riuscirà a mantenere questo livello, comunque, sono pronto a chiudere un occhio su questo aspetto – lo sketch conclusivo della puntata è nientemeno che un fottutissimo capolavoro. Show consigliato a tutti gli amanti della buona commedia.

Potenziale: 7,5 / 10

 

Inviata il 19/1/2012 alle 15:34 da Overlord  

Perché odio e amo gli show come Mawaru Penguindrum...

 

Oggi pomeriggio ho finalmente trovato il tempo di guardarmi l'ultima puntata di Mawaru Penguindrum, e pensavo di mettermi subito a lavorare sulla recensione da postare qui. Ah, fatico a credere di essere ancora così ingenuo. Il fatto è, non sono in grado di dare un giudizio su una serie del genere, non dopo averla vista diluita in più di sei mesi. E quindi, me la rivedrò tutta di fila nei prossimi giorni, cosa che probabilmente consumerà più tempo di quanto vorrei. Ecco perché amo e odio gli show come Mawaru Penguindrum...

Quindi, la recensione di quest'anime arriverà tra un po'. Nel mentre, domani cerco di chiudere con gli anime di rilievo della stagione (aspettando BRS a febbraio), e magari a breve posto una recensione di Boku wa tomodachi ga sukunai. Stay tuned!

 

Inviata il 18/1/2012 alle 20:56 da Overlord  

Prime Impressioni sulla Stagione Invernale - Parte Seconda

 

In attesa di Black Rock Shooter, questa stagione comincia a mostrare gli artiglismilies1

 

Another: da grande amante delle storie dark, Another non poteva che essere uno degli anime da me più attesi della stagione. E per ora, sembrerebbe poter essere all'altezza delle aspettative. La realizzazione tecnica è buona, la regia sembra in grado di creare e sostenere la giusta atmosfera, e le basi per una trama interessante sono state gettate (anche se è ancora troppo presto per dire come si svilupperà). L'horror di Another non è quello esplosivo e truculento delle apocalissi zombie, ma quello più sottile della realtà leggermente fuori posto, dei piccoli particolari inquietanti, dell'anormalità strisciante ma incombente. Personalmente, mi aspetto che diventi uno dei migliori anime della stagione, e sarà di sicuro uno di quelli che seguirò – e se vi interessa il genere, consiglio di seguirlo anche a voi (sperando che non segua la stessa parabola di Ookami Kakushi).

Potenziale: 8 / 10

 

Brave 10: che succede quando la bella ragazza in fuga dai crudeli inseguitori di turno si imbatte in Saizou, eroe di Brave 10? Che quest'ultimo fa spallucce e le dice che non sono affari suoi smilies3 Giro di applausi. Caso vuole che gli inseguitori arrivino proprio in quel momento, però, minacciando di uccidere entrambi, e Saizou è costretto ad ucciderli, finendo a ruota coinvolto nella fuga della ragazza, dotata di misteriosi poteri che potrebbero destabilizzare l'ordine del Giappone feudale, epoca in cui è ambientato quest'anime.

Brave 10 si prefigura come un discreto anime shounen, con buoni combattimenti ninja (il nostro Saizou è infatti proprio questo) e anche gradevoli elementi di commedia (Saizou si scoprirà non essere proprio un mostro senza cuore, ma piuttosto una specie di tsundere). Non c'è da aspettarsi niente di superlativo, ma per gli amanti degli anime d'azione è da mettere nella “lista della spesa”.

Potenziale: 6 / 10

 

Ano Natsu de Matteru: la calura estiva, gli amici delle superiori, una macchina da presa portatile e una bella aliena dai capelli rossi; sono questi gli ingredienti di AnoNatsu, una storia che si inserisce nel filone delle school comedy con un tocco di straordinario, filone che ci ha regalato alcuni dei migliori titoli di sempre – e questo lascia senz'altro ben sperare. Difficile dire come si evolverà la storia, ma di sicuro la componente romance comedy sarà tutt'altro che secondaria, come si intuisce dal triangolo amoroso impostato già in questo primo episodio. Una nota sul cast di personaggi, a mio giudizio davvero superlativo (Lemon in particolare sono sicuro diventerà uno dei miei personaggi preferiti dell'anno). Lo studio J.C. Staff, poi, è uno di quelli che se becca l'idea giusta, può veramente confezionare un capolavoro, quindi... le aspettative sono ragionevolmente alte per AnoNatsu.

Potenziale: 8 / 10

 

Rinne no Lagrange: uhm, bé, ecco, sì. Dunque. Allora... Rinne No Lagrange è proprio un anime strano. Ma non nel senso di bizzarro o nonsense, è proprio che ha un ritmo stranissimo e un'atmosfera difficile da inquadrare. Quello che inizia come una specie di slice of life si trasforma rapidamente in un anime mecha, ma senza risparmiarsi un pizzico di fanservice (e adorabile pants-flashing) e soprattutto battute assolutamente fuori posto, ma proprio per questo assolutamente riuscite. Il problema principale è che la protagonista ha un tasso di adattabilità fin troppo alto, rovinando la credibilità dello show, ma anche questo in fondo fa parte dell'atmosfera dell'anime. Discreta realizzazione grafica, ottime musiche, buon mecha design. Gli amanti del genere farebbero meglio a tenerlo d'occhio.

Potenziale: 7,5 / 10

 

Inviata il 15/1/2012 alle 20:28 da Overlord  

Prime Impressioni sulla Stagione Invernale - Parte Prima

 

Cominciamo l'usuale analisi della nuova stagione di anime. Buona letturasmilies1

 

Nisemonogatari: yay! Senjougahara è tornata! Non so che livello di presenza avrà in questo seguito di Bakemonogatari, ma già i pochi minuti all'inizio dell'episodio sono stati sufficienti a ricordarmi perché adoro questo personaggio. Il resto della puntata procede leggermente sottotono (non c'è Senjougahara, dopotutto), ma rimane comunque divertente e intrigante, nello stile relativamente unico degli anime SHAFT. I personaggi sono gradevoli come sempre, i dialoghi brillanti come sempre, la realizzazione tecnica eccezionale come sempre. L'unico appunto che si può fare a un anime del genere è che si parla sempre, e voglio dire letteralmente sempre, e questo lo rende ovviamente un anime un po' di nicchia. Inoltre, se non avete visto Bakemonogatari, prima mettetevi in pari e poi approcciate questo seguito (tra l'altro, Bakemonogatari è una delle serie più belle degli ultimi anni, ve la consiglierei in ogni caso).

Potenziale: 8,5 / 10

 

Moretsu Pirates: non è poi così raro vedere l'animazione approcciare il mondo dei pirati in chiave light (basta pensare a One Piece), e tutto sommato per questo mezzo comunicativo potrebbe essere l'approccio migliore. Ad ogni modo, Moretsu Pirates si configura come una commedia relativamente divertente e senza neanche troppe concessioni al moe. Il fatto di essere ambientata nello spazio (sì, sono pirati spaziali) non sembra al momento aggiungere nulla di più (anzi, personalmente preferisco l'ambientazione marinara standard). Onestamente, non riesco a pensare a quest'anime come a una produzione particolarmente interessante, e probabilmente nel corso della stagione usciranno commedie migliori, ma non è neanche troppo 'accio. Se siete amanti delle storie light e cercate un anime da guardare per rilassarvi, probabilmente vorrete dargli un'occhiata.

Potenziale: 6 / 10

 

Highschool DxD: la vita non sembra riservare grandi soddisfazioni a Issei Hyodo, impegnato a lamentarsi con i suoi amici di come non sia ancora riuscito a palpare il seno di alcuna ragazza, nonostante sia già al secondo anno di liceo. Ma le cose sembrano destinate a cambiare quando una bella ragazza di nome Yuuma confessa il proprio amore a Issei, che vede realizzate le proprie aspirazioni. Purtroppo, Yuuma è in realtà una specie di demone alato, che vuole uccidere il protagonista perché (tipicamente) nel suo corpo si cela un potere segreto noto come Sacred Gear. A salvare il miserabile protagonista arriverà però una bellissima ragazza di nome Rias Grimoire, nient'altro che un demone (buono?) che lo salverà trasformandolo nel proprio servitore.

L'inizio, solo leggermente più patetico della media degli anime del genere, sembrerebbe gettare le basi per un classico anime shonen/harem comedy (alla Rosario+Vampire, o Ichiban Ushiro no Dai Maou, giusto per citarne un paio). Niente di speciale da segnalare, tranne per il fatto che – almeno nella versione da me visionata – il livello di censura è estremamente basso, cosa che farà sicuramente piacere agli affezionati del genere.

Potenziale: 5 / 10

 

Kill Me Baby: un curioso slice of life in cui la normalissima protagonista, Yasuna, studentessa delle superiori, ha come amica e compagna di classe un'assassina, Sonya. Già dando un'occhiata alla grafica dell'anime, comunque, è evidente che la professione di Sonya serve solo a generare un certo numero di gag, piuttosto che a mettere su schermo scene d'azione o men che meno una qualsiasi forma di gore. Semplice umorismo da commedia leggera, che non decolla realmente fino all'ingresso in scena del terzo personaggio principale, la ninja Agiri. Giocando con questo personaggio, gli autori riescono finalmente a strappare qualche vera risata allo spettatore, suscitando qualche realistica aspettativa per il futuro della serie.

Potenziale: 6 / 10

 

Inviata il 9/1/2012 alle 11:20 da Overlord  

Recensione: YuruYuri

 

Il titolo di quest'anime, YuruYuri, può trarre in inganno. Non è tra gli obiettivi di YuruYuri, infatti, approcciare seriamente il genere Yuri (omosessualità femminile, ma penso che il termine sia noto a tutti gli aspiranti otaku d'Italia), ossia presentarsi come una romance comedy con personaggi solo femminili (Sasameki Koto, per capirci). No, YuruYuri è fondamentalmente uno slice of life che inserisce lo yuri solamente come elemento per vivacizzare la trama e generare un gran numero di gag, ed è giusto così. Senza l'obbligo di dover essere serio, YuruYuri può dedicarsi interamente alla propria vocazione di anime umoristico.

 

Grafica

Anime di questo tipo raramente eccellono nel comparto grafico, e YuruYuri non fa eccezione. Intendiamoci, lo stile grafico è assolutamente gradevole e le eroine sono "kawaii" al punto giusto, ma tecnicamente non siamo su grandissimi livelli, e certamente non abbiamo di fronte uno stile di disegno rivoluzionario. La classica sufficienza senza infamia e senza lode, in sostanza.

 

Musiche

Non siamo sui livelli delle colonne sonore d'autore, ma indiscutibilmente su YuruYuri è stato fatto un buon lavoro anche a livello musicale. I temi di accompagnamento sono gradevoli e discretamente variegati, e costituiscono un buon accompagnamento alle vicende su schermo.

 

Trama

Come in tutti gli anime slice of life, non c'è una grande trama di fondo che fa da filo conduttore per le vicende di YuruYuri. Piuttosto, ci sono molte piccole storie che vengono sviluppate nell'arco di un episodio, o anche meno, con lo scopo di intrattenere lo spettatore. La misura della bontà della trama di uno slice of life, quindi, si misura nella capacità di portare a termine la sua missione di intrattenimento. Visto da questo punto di vista, YuruYuri raggiunge un successo parziale. Più che per la brillantezza delle sottotrame, infatti, penso che quest'anime riesca a divertire per la bontà dei suoi personaggi. Non ci sono idee particolarmente brillanti nello sviluppo della storia di YuruYuri, soltanto un mosaico di idee già proposte, solo leggermente rielaborate. Tuttavia, grazie ad un cast di personaggi piuttosto notevole, e come dicevo assolutamente "kawaii", l'anime riesce ad emergere nel complesso come un prodotto riuscito e divertente, assolutamente in grado di intrattenervi per quei 20 minuti circa di durata di ogni episodio. E' sufficiente? Questo dipende solamente da voi.

 

Personaggi

Il cast di YuruYuri ruota principalmente intorno a un gruppo di amiche che decidono di fondare il Club di Divertimento, fondamentalmente un posto all'interno della scuola dove non fare assolutamente nulla. Queste tre ragazze, Akari, Yui e Kyouko, a cui si aggiungerà in seguito una quarta, Chinatsu, sono le protagoniste principali, e costituiscono un cast ben strutturato e assolutamente gradevole. Ognuno dei personaggi ricopre un ruolo all'interno del gruppo, e personalmente ho amato in particolar modo Akari, prova di tratti distintivi e per questo costretta a lottare per non scivolare gradualmente verso il ruolo di personaggio secondario (ottimo esempio di come si possa giocare sui metameccanismi di anime e manga).

Ad ogni modo, l'anime non si sarebbe potuto mantenere interessante per 12 episodi contando solo su questi quattro personaggi. Il cast si allarga quindi per inglobare il Consiglio Studentesco della scuola, ovviamente composto da sole ragazze, la cui Vicepresidentessa, Ayano, ha un rapporto di amore-rivalità (ma soprattutto amore, ovviamente unidirezionale) con Kyouko. Questo secondo gruppo si vede abbastanza spesso su schermo, al punto di poter essere considerato quasi un secondo gruppo di "personaggi principali". Una manciata di altri personaggi secondari compare in una o due puntate, ma non mi ci soffermerò troppo, visto che questi sono davvero secondari.

 Data la tematica "yuri for fun" dell'anime, è evidente che i rapporti tra i personaggi vanno occasionalmente oltre l'amicizia, anche se per non sfociare mai nella romance comedy l'anime ricorre spesso al trucco del personaggio troppo timido per confessarsi, o all'amore non corrisposto, o semplicemente a due tsundere troppo testarde per riconoscere i propri sentimenti. Alcuni personaggi sono però fuori dall'intrecco di relazioni yuri che vengono man mano delineate, e costituiscono un bilanciamento necessario e assai gradito per non far cadere YuruYuri nella monotematicità.

 

Conclusioni

Penso di essere stato chiaro a riguardo, ma lo dirò di nuovo: nonostante non approcci seriamente l'argomento, YuruYuri ha tonnellate di yuri al suo interno. Se non siete amanti del genere, probabilmente vorrete evitare questo titolo. Ma se pensate di approcciarlo solamente come anime comico, vi troverete tra le mani un titolo più che discreto, magari non al livello di Seitokai no Ichizon (lo cito perchè mi sembra che i due titoli abbiano molto in comune), ma comunque assolutamente sfizioso e con una certa gradevole dose di piccantezza in più, che potrebbe interessare una buona fetta di pubblico (niente ecchi spinto, comunque). Che dire? Realizzazione tecnica gradevole, trama sufficiente, buon cast di personaggi, buone gag comiche. Se siete interessati al prodotto, buttatevi senza riserve.

 

Inviata il 4/1/2012 alle 14:58 da Overlord  

Buone Feste

 

Per quest'anno chiudiamo qui, auguri di buone feste e buon anno nuovo a tuttismilies1  Ci si risente a gennaio con qualche recensione e le usuali prime impressioni sulla nuova stagione. Buon relax a tuttismilies6

 

Inviata il 20/12/2011 alle 13:15 da Overlord  

Animescape Anime Awards 2011

 

Prima di cominciare, un piccolo bonus - quanti anime riconoscete dal video sopra? smilies1 

 

Miglior Grafica

Puella Magi Madoka Magica

Le scelte grafiche di Madoka sono assolutamente fantastiche, non tanto dal punto di vista tecnico (che comunque è discreto), quanto da quello artistico. Come potete immaginare, mi sto ovviamente riferendo al mondo delle streghe, con quel design caratteristico che una volta tanto è qualcosa di realmente unico. L'atmosfera onirica di quei pezzi, e il contrasto nettissimo col resto dell'anime, sono uno dei maggiori punti di forza di Madoka e uno dei pilastri della sua atmosfera cupa e di alienazione. Ma oltre questo aspetto, l'anime trasuda letteralmente stile ed eleganza. Di titoli tecnicamente curati come Madoka ne capita uno a decennio o giù di lì, e questo premio non può che andargli di diritto.

Runner-Up: Mawaru Penguindrum

 

 

Miglior Colonna Sonora

Puella Magi Madoka Magica

Eh sì, la realizzazione di Madoka è impeccabile sotto ogni punto di vista, e si aggiudica in scioltezza anche il premio per la miglior colonna sonora. Non che mancassero validi contendenti, ma le musiche di Madoka sono talmente eccezionali e d'atmosfera che al momento di decidere a chi dare questo premio, non ho avuto alcun dubbio. Il mio tema preferito è il tema di Mami, oltre al tema usato nelle anteprime degli episodi successivi (non che conti proprio nella colonna sonora, ma vabbè). Tutti i temi, però, sono straordinari, per una delle colonne sonore di maggior spessore, carattere e qualità degli ultimi anni (e forse anche di sempre). Che dire, un valido motivo per guardare un anime che ha almeno una mezza dozzina di altri validi motivi per essere guardato.

Runner-Up: Yumekui Merry

 

 

Miglior Ambientazione

Puella Magi Madoka Magica

A questo punto, vi sarete forse stufati di leggere Puella Magi Madoka Magica ad ogni categoria, ma il fatto è che quest'anime si aggiudica anche il premio per la miglior ambientazione. Il mondo di Madoka è cupo e senza speranza, un mondo in cui ragazzine piene di problemi ed emotivamente fragili sono costrette a combattere mostri terribili, fino a che la somma degli orrori che hanno visto non le trasformerà a loro volta in mostri pronti a essere uccisi dall'eroina successiva, ignara del terribile fato che inevitabilmente la attende. Madoka colpisce il genere delle magical girl come un pugno in pancia, trasportandolo nel “mondo dei grandi” nel modo più brusco possibile. Questa brusca rivisitazione del genere farà inevitabilmente storia, e il merito si deve proprio al fatto che il mondo di Madoka non scende a compromessi. Questo premio non poteva quindi andare a nessun altro titolo.

Runner-Up: Mawaru Penguindrum

 

 

Miglior Trama

Steins;Gate

Steins;Gate è stato un titolo fenomenale, uno sci-fi alla giapponese che unisce intricati loop temporali al fascino intramontabile del moe. In altri anni, sarebbe tranquillamente a giocarsela per il titolo di Anime dell'Anno, ma quest'anno la line-up è formidabile e dovrà accontentarsi di questo riconoscimento – Miglior Trama. La storia che si sviluppa nelle 24 puntate di Steins,Gate, infatti, è semplicemente fantastica – colpi di scena, attimi slice of life, momenti da facepalm e sviluppi drammatici si susseguono senza un attimo di respiro e con una gestione del ritmo semplicemente fantastica. La cosa più bella, poi, è vedere come ogni filo viene reintrecciato in maniera brillante, come ogni piccola cosa buttata là si rivela successivamente essere fondamentale in modi che non ti saresti mai aspettato. Il finale, infine, è uno dei migliori della storia dell'animazione – dire epico è dire poco. C'è bisogno di aggiungere altro?

Runner-Up: Puella Magi Madoka Magica

 

 

Miglior Romance Comedy

Ano Hi Mita Hana no Namae wo Bokutachi wa mada Shiranai

Avrei preferito assegnare questo premio a una “vera” romance comedy, piuttosto che ad AnoHana che nel complesso è più un titolo drammatico che altro. Purtroppo, la mancanza di titoli di valore nel genere (Kimi ni Todoke II è stato un po' deludente, TWGOK è più un anime comico che una romance comedy) mi ha infine spinto a questa decisione. Dopotutto, una storia d'amore che continua dopo la morte è inevitabilmente romantica (o violentemente truculenta, in alcuni B-Movie), e questa storia d'amore sta proprio al centro di AnoHana. Oltre a questa, alcune relazioni secondarie sono sviluppate, con la dovuta cura e pathos, nel corso dell'anime, per un risultato complessivo che sicuramente non deluderà gli amanti delle romance comedy. Per finire, AnoHana rimane uno dei migliori anime dell'anno, quindi sarà anche una soluzione di ripiego per questo premio, ma è una soluzione di ripiego coi fiocchi.

Runner-Up: Kimi ni Todoke II

 

 

Miglior Anime d'Azione

Break Blade

La stagione autunnale appena passata (quella attualmente in corso) ha visto debuttare Fate/Zero e Guilty Crown, che probabilmente saranno qui a contendersi il titolo tra un anno, ma sono al momento fuori gara. E guardando all'anno passato, la situazione è obiettivamente desolante. Alla fine, ho deciso di optare per Break Blade. L'anime si separa dal manga (ancora in corso) verso un finale piuttosto deludente, ma se cercate azione, è effettivamente la migliore tra i titoli in gara. Peccato per gli amanti del genere, ma ci rifaremo nell'anno a venire, ne sono sicuro.

Runner-Up: Kamisama Dolls

 

 

Miglior Anime Ecchi

Hyakka Ryouran Samurai Girls

Per quanto non un grande anime in senso generale, Hyakka Ryouran Samurai Girls rimane una visione decente, e con un'ottima componente ecchi. Le ragazze non sono niente male e l'anime non si fa pregare a metterle in condizioni di rivelare le proprie grazie, esaltate da una veste grafica di indiscussa qualità. Se solo la trama avesse soddisfatto maggiormente le aspettative, Samurai Girls sarebbe stato un titolo a tutto tondo. Anche così, rimane una buona scelta per passare un po' di tempo a cervello spento, e a parte questo... mi sembra giusto premiare un anime che ha cercato di fare qualcosa più del solito, soprattutto dal punto di vista grafico. Sicuramente, se vi piace il genere, non rimpiangerete di aver visto Samurai Girls.

Runner-Up: Mayo Chiki

 

 

Miglior Anime Slice of Life

Hanasaku Iroha

Hanasaku Iroha potrebbe essere il miglior anime slice of life di sempre, e di sicuro è il migliore di quest'anno. Una realizzazione tecnica sbalorditiva (in un genere che non ne ha particolarmente bisogno), personaggi fantastici, una trama frizzante ma sempre nei confini del genere e un'atmosfera tranquilla e rilassante sono gli elementi di forza di un anime che, per quel che mi riguarda, è il nuovo metro di paragone del genere. Sano realismo (nessuna improbabile ragazzina otaku alla Konata di Lucky Star), nessuna apertura al loli e un umorismo che non deve fare pesante affidamento sul moe...finalmente! Non che ci sia niente di male negli stereotipi e nel fanservice, ma è giusto che chi riesce ad emergere dalla massa sia premiato per questo. E quindi, 10 e lode a Hanasaku Iroha, e avanti il prossimo.

Runner-Up: YuruYuri

 

 

Anime più Divertente

Level E

Level E è un ottimo esempio di quella comicità intelligente che esce dagli schemi spesso troppo solidi dell'animazione giapponese, fatti di protagonisti idioti e donzelle manesche. La comicità di Level E si basa su situazioni assurde in un mondo assurdo popolato da personaggi assurdi, ma senza appoggiarsi poi troppo al nonsense. Piuttosto, si potrebbe dire che Level E racconta cosa succederebbe se un Dio capriccioso e inarrestabile travolgesse la vita di chi lo circonda in una lunga serie di situazioni impossibili, tutte necessarie per assecondare soltanto e unicamente il proprio ego. Che poi questo Dio capriccioso e inarrestabile sia un principe di una razza aliena, poco importa – la sua posizione di Deus Ex Machina non ne risulta intaccata. Nel complesso, Level E può vantare una delle ambientazioni più originali della storia degli anime, sottoarchi narrativi unici e brillanti, umorismo eccezionale e personaggi perfetti – difficile trovare falle in un anime del genere.

Runner-Up: YuruYuri

 

 

Anime dell'Anno

Mawaru Penguindrum

Lo dico subito prima che cominciate a lamentarvi: Usagi Drop e Madoka sono anime migliori di Mawaru Penguindrum. Molto migliori. Ma Mawaru Penguindrum è... bé, Mawaru Penguindrum. E' un quadro futurista in un mondo di manierismi. Un raggio di sole nella nebbia. Una macchia di colore su una tela grigia. Mawaru Penguindrum è la dimostrazione che qualche cervello è ancora attivo in Giappone. E' l'anime che aspettavo dai tempi di FLCL, e magari non saremo ai livelli di FLCL, ma la genialità è quella, la freschezza è la stessa. Nessun anime quest'anno mi ha dato tanti momenti WTF! quanto Mawaru Penguindrum, nessuno è riuscito a stupirmi e sorprendermi quanto Mawaru Penguindrum. Potere ai pinguini! Seizon Senryaku!!!!!

 

 

Sorpresa dell'Anno

Puella Magi Madoka Magica

 

All'epoca, quando giudicai Puella Magi Madoka Magica dalla sua prima puntata, non sono riuscito a capire il capolavoro che sarebbe diventato. Dopotutto, chi l'avrebbe detto che quella storiella di bambine delle medie nei loro graziosi vestiti colorati sarebbe potuta diventare l'orrore dark che poi è stato. E mi fermo qua, dopotutto di quest'anime ho già abbondantemente parlato. Indiscutibilmente, per me, questa è stata la sorpresa dell'anno.

P.S Già che ci siamo, fatemi dire che Kyuubei è la mascotte più inquietante dai tempi di Maromi. Fantasticosmilies2

 

 

Delusione dell'Anno

Fortune Arterial

Fortune Arterial probabilmente non avrà detto molto alla maggior parte di voi, ma chi si interessa alle visual novel probabilmente lo conosceva già di fama come vincitore di premi per la Miglior Visual Novel dell'anno di uscita. E così, io personalmente la attendevo con notevole interesse – una buona romance comedy è sempre la benvenuta. Beh, come avrete già intuito, l'anime è stato un fallimento totale, anche se mi rimane il dubbio che possa essersi trattato unicamente di un pessimo adattamento, piuttosto che di un titolo originariamente di bassa qualità. Ma forse è meglio così, certe domande è bene che non abbiano una risposta.

 

 

Miglior Personaggio Maschile

Okabe Rintarou (Steins;Gate)

Okabe Rintarou è, indiscutibilmente, il più svitato, goffo, geniale, improponibile e soprattutto umano protagonista della storia recente degli anime. Vederlo affrontare ogni genere di situazione nelle 24 puntate di Steins;Gate è quasi un'esperienza a parte rispetto a seguire la trama dell'anime, e quasi di altrettanto valore. Personalmente, ritengo che gli autori abbiano fatto un lavoro magistrale con questo personaggio, evitando gli stereotipi e riuscendo sempre a sorprendere. Inoltre, Okabe è estremamente particolareggiato nella caratterizzazione, con le sue pose e la sua fissa per la mitologia nordica (giusto per fare due esempi), e un disegno grafico decisamente normale, ma con quel pizzico di originalità che viene dal camice da laboratorio. Insomma, promozione a pieni voti, e premio di Miglior Personaggio Maschile dell'anno.

Runner-Up: Kraft (Level E)

 

 

Miglior Personaggio Femminile

Rin Kaga (Usagi Drop)

Difficile non essere conquistati da Rin, sin dalla prima puntata. La sua presenza in Usagi Drop è probabilmente il motivo principale per cui quest'anime è uno dei migliori della storia recente (e anche meno recente) dell'animazione. Nonostante la rozzezza del tratto, l'espressività di Rin è incredibile, e questa bambina riuscirà a toccarvi il cuore in molti modi. Con il contrasto tra innocenza e maturità, con il suo sorriso, con quelle occasionali uscite che solamente i bambini possono avere. Un personaggio fantastico che “buca lo schermo”, passatemi l'orribile espressione – nessuno quest'anno ha avuto la stessa forza espressiva di Rin.

Runner-Up: Makise Kurisu (Steins;Gate)

 


Miglior Tema Musicale - Opening

Destin Histoire - Yoshiki Lisa (Gosick)

Tra me e questa canzone è stato amore a prima vista. Mi piace il ritmo, la voce della cantante, persino quegli orribili pezzi inglesi frammisti al giapponese. Non saprei dire neanche bene perchè, ma nessun altro pezzo musicale usato come opening mi ha colpito tanto quest'anno, e quindi il premio va a Destin Histoire.

Runner-Up: Kawaru Mirai - Kodama Saori (Kamisama no Memochou)

 

 

Miglior Tema Musicale - Ending

secret base ~Kimi ga Kureta Mono~ (10 years after ver.) - Kayano Ai & Tomatsu Haruka & Hayami Saori (Ano Hi Mita Hana no Name wo Bokutachi wa Mada Shiranai)

Secret base – Kimi ga kureta mono ha la capacità di ritirare fuori dai recessi della tua mente ricordi che non sapevi neanche di avere, ricordi di periodi in cui magari non te la passavi meglio di adesso, ma che il tempo ha trasformato in proiettili di nostalgia calibro 45. Personalmente, trovo che sia uno dei più bei temi mai usati come ending per un anime, e nonostante AnoHana fosse un anime magnifico, una volta tanto non mi rattristava che la puntata fosse finita, perchè mi permetteva di sentire questa bellissima canzone. Penso che non ci sia bisogno di dire altro. Sono sicuro, che a dieci anni da qua, ascolterò ancora questa canzone con le stesse emozioni di ora.

P.S. La versione da ascoltare è rigorosamente questa, ce ne sono altre in giro ma nessuna che sia anche solo lontanamente comparabile.

Runner-Up: Magia - Kalafina (Puella Magi Madoka Magica)

 

 

Menzione Speciale

Seizon Senryaku

E' più o meno a metà del primo episodio di Mawaru Penguindrum, ti stai rompendo le palle davanti a questa specie di serie drammatica di bassa qualità. Poi qualcuno torna in vita urlando “Seizon Senryaku!”, e capisci che niente sarà più lo stesso.

 

Inviata il 13/12/2011 alle 14:57 da Overlord  

Animescape Anime Awards

 

 

Finisce il 2011, ed è di nuovo il tempo di premiare gli anime di quest'annata. Come gli scorsi anni, sono in lizza per gli Animescape Anime Awards 2011 tutti gli anime dalla stagione autunnale del 2010 alla stagione estiva del 2011. Questo esclude gli anime della stagione autunnale del 2011, quella attualmente in corso, proprio perchè sono serie non ancora terminate e non sarebbe giusto valutarle in questo momento. I premi che assegnerò saranno i seguenti:

 

*Miglior Grafica

*Miglior Colonna Sonora

*Miglior Ambientazione

*Miglior Trama

*Miglior Romance Comedy

*Miglior Anime d'Azione

*Miglior Anime Ecchi

*Miglior Anime Slice of Life

*Anime più Divertente

*Anime dell'Anno

*Sorpresa dell'Anno

*Delusione dell'Anno

*Miglior Personaggio Maschile 

*Miglior Personaggio Femminile

*Miglior Tema Musicale - Opening

*Miglior Tema Musicale - Ending

*Menzione Speciale

 

Ossia le stesse dello scorso anno, con l'aggiunta della categoria Miglior Anime Slice of Life, che si spiega da sola. Stay tuned!smilies6

 

Inviata il 30/11/2011 alle 11:28 da Overlord  

Recensione: Kamisama Dolls

 

 

Bisogna riconoscere che l'annata appena trascorsa non è stata molto prolifica di anime d'azione. Uno dei pochissimi esponenti di rilievo è Kamisama Dolls, un anime che nel complesso fa onore al proprio genere. Ad ogni modo, iniziamo subito con la recensione vera e propria.

P.S. Non ho trovato nessun AMV interessante sulla serie, quindi sopra c'è l'opening.

 

Grafica

Non si può dire che la grafica di Kamisama Dolls sia di alto livello. La realizzazione tecnica, il charachter design grafico dei personaggi e le animazioni sono tutte nella media (o anche qualcosa sotto). Il character design dei kakashi (poi entro nel dettaglio, ma sono fondamentalmente delle grandi marionette da combattimento comandate con la forza del pensiero) risolleva un po' le sorti, ma comunque non siamo di fronte a niente di epocale. In sostanza, non guarderete Kamisama Dolls per la sua grafica, questo è poco ma sicuro.

 

Musiche

Passando dalla grafica alla colonna sonora, la situazione non migliora di molto. I temi di accompagnamento sono relativamente standard, niente di particolarmente notevole. Più interessanti sono invece le sonorità dei kakashi, la cui entrata in scena è accompagnata da ritornelli cantilenati di deciso impatto ed originalità.

 

Trama

E' sulla sua trama che Kamisama Dolls si gioca tutto come anime di intrattenimento. La storia che si sviluppa lungo i 13 episodi, infatti, è piuttosto valida e non faticherà a tenere alta la vostra attenzione – o almeno, per quel che mi riguarda, ho trovato veramente pochi momenti morti. Ci sono molti clichè del genere anime, non ultimo il temutissimo fattore harem comedy, ma nel complesso Kamisama Dolls scivola via che è un piacere, e scusate se è poco. Al centro di Kamisama Dolls ci sono i kakashi, delle grandi bambole di legno dalle forme particolari che possono essere mosse con la forza del pensiero e utilizzate nei modo più disparati – ovviamente, anche per tirarsele di santa ragione. Il protagonista, Kyohei Kuga, è stato addestrato dalla nascita per essere un Seki (ossia, uno degli individui che è in grado di manovrare un kakashi – e tenendo presente che questi kakashi sono considerati come delle divinità, i Seki sono tra gli individui più rispettati e/o temuti del villaggio), ma in seguito a un avvenimento disastroso che l'ha segnato in profondità ha abbandonato la sua posizione e il villaggio per cercare una nuova vita a Tokyo. Purtroppo, lasciarsi il passato alle spalle difficilmente è facile, e la nuova vita di Kyohei va in pezzi quando il suo amico d'infanzia e pluriomicida Aki Kuga viene a cercarlo, lasciandosi dietro una scia di sangue. E quando dal villaggio cominceranno ad arrivare Seki sulle tracce di Aki (tra cui la sorella minore di Kyohei, Utao, che ha ereditato il suo kakashi), la situazione comincerà a degenerare. Cosa vuole Aki? Cosa ha sconvolto Kyohei fino al punto di fargli abbandonare tutto? Chi è il misterioso Seki, in tutto e per tutto identico a Utao, di cui nessuno sapeva nulla?

Gli elementi della trama non mancano, e come ho detto sopra la storia è gestita con sapienza e buone tempistiche. Inoltre, la trama non fa affidamento solo sulle sequenze d'azione (che tutto sommato, sono quasi secondarie, tranne che nelle ultime puntate), ma si concentra anche su elementi di vita quotidiana dei personaggi, e sul loro mondo interiore.

 

Personaggi

Tralasciando la protagonista femminile che fa da interesse amoroso del protagonista (fedele alla legge per cui le dimensioni del seno sono inversamente proporzionali a quelle del cervello), il resto del cast è complessivamente ben realizzato e gradevole. In particolare, è generalmente ben spiegato perchè ogni personaggio si comporta in un determinato modo, cosa a cui a volte non viene dato il giusto peso in questo genere di anime. Nel complesso, insomma il cast dei personaggi non è particolarmente memorabile, ma svolge adeguatamente la propria funzione e viene gestito in maniera piuttosto buona, cosa che riesce a massimizzare i pregi e ridurre i difetti.

 

Conclusioni

In un'annata piuttosto carente a livello di anime d'azione, Kamisama Dolls è praticamente un'ancora di salvezza. Pur non essendo un titolo di chissà quale spessore, potrà aiutarvi a superare eventuali crisi d'astinenzasmilies24 e tirare avanti fino alla prossima stagione. Per gli appassionati del genere, quindi, è consigliato. In seconda battuta, potrebbero trovarlo interessante gli amanti di tutte quelle storie che diano risalto al lato psicologico dei personaggi – anche loro potrebbero trovare qualcosa in Kamisama Dolls. Tutti gli altri, farebbero meglio a cercare altrove.

 

Inviata il 29/11/2011 alle 14:20 da Overlord  

Recensione: Hanasaku Iroha

 

Per me gli anime slice of life sono “o tutto o niente”. O li trovo ben realizzati e divertenti, ed entrano rapidamente nella lista delle mie serie preferite; oppure li trovo insopportabilmente noiosi, e riesco a malapena a sopportarne una puntata. Titoli anche universalmente acclamati tipo Lucky Star sono purtroppo caduti in questa seconda categoria. Nella prima invece ricade questo Hanasaku Iroha, anime magistralmente realizzato che si qualifica senza dubbio come uno dei migliori anime dell'anno (e quest'anno, con titoli come Mawaru Penguindrum, Madoka e Usagi Drop, la concorrenza è spietata come raramente si era visto).

 

Grafica

La grafica di Hanasaku Iroha è semplicemente fantastica. In primo luogo, a livello tecnico. Le animazioni sono molto buone, gli sfondi sono curati e il tratto in generale è assolutamente gradevole, senza che questa gradevolezza sia percepita come una forzatura (ossia, non è come le solite harem comedy dallo stile grafico omologato e tondeggiante, creato appositamente per ottenere il massimo risultato col minimo sforzo). Anche a livello artistico l'anime non si fa mancare nulla, visto che il tratto oltre che essere gradevole è anche piuttosto originale, le ambientazioni sono assolutamente ispirate, e il character design grafico è, per un anime ambientato ai giorni nostri, davvero niente male. Quindi, promozione a pieni voti su questo versante.

 

Musiche

La colonna sonora è quella che potreste aspettarvi da un titolo di questo genere. Per la maggior parte, si tratta di temi di accompagnamento rilassanti, senza nessun pezzo di grande impatto che possa diventare l'attore principale di una particolare scena. Questo comporta che la colonna sonora di Hanasaku Iroha non sia particolarmente memorabile, ma non vuol dire che non riesca comunque a svolgere decentemente la sua funzione – dopotutto, i temi sono comunque gradevoli.

 

Trama

Ohana Matsumae è una vivace ragazza di 16 anni che, in seguito alla figa d'amore della scapestrata madre con uno dei suoi numerosi fidanzati, si trova costretta a lasciare Tokyo per trasferirsi dalla nonna, che gestisce una locanda tradizionale giapponese (con tanto di terme) in uno sperduto paesino di campagna. Ohana, che si aspettava un'accoglienza quasi trionfale, rimane decisamente di sasso quando scopre che dovrà lavorare come cameriera per pagarsi il suo soggiorno lì. A complicare la situazione della ragazza c'è l'inaspettata confessione d'amore del suo migliore amico a Tokyo, Koichi, appena prima della partenza – confessione a cui Ohana non è in grado di rispondere e che le causerà un certo livello di caos emozionale (va comunque detto che lo scheletro della storia è prettamente slice of life, non romance comedy).

La storia da questo punto in poi è quasi sempre ambientata tra le mura della locanda, ma scorre via che è una bellezza grazie a un buon numero di idee che permettono lo sviluppo di una discreta trama. Dalla visita alla locanda di un gruppo di fissati dell'esercito e delle operazioni militari al progetto di girare un film usando come ambientazione la locanda, passando per il classico festival cittadino, le situazioni particolari non mancheranno e la monotonia non sarà mai un problema. I personaggi sono gradevoli, le loro relazioni interpersonali vi cattureranno, e ci sarà davvero molto da ridere – che altro volete?

 

Personaggi

Gli anime slice of life vivono sui propri personaggi, ed è quindi scontato che la buona realizzazione di questi ultimi sia uno dei fattori di successo di Hanasaku Iroha. Quasi tutti i personaggi, dai protagonisti ai comprimari, sono realizzati ottimamente, sia dal punto di vista del design grafico che della personalità. Non solo, riescono ad essere interessanti, ma allo stesso tempo credibili, caratteristica fondamentale in un anime di ambientazione contemporanea.

Ancora meglio, ogni personaggio segue un proprio percorso di sviluppo individuale all'interno dell'anime, e sebbene ovviamente questo sia particolarmente vero per la protagonista, Hanasaku Iroha riesce a dedicare anche una giusta parte di attenzione ai comprimari e alle comparse. L'insieme di tutti questi ingredienti contribuisce a fare del cast di Hanasaku Iroha, considerato nel complesso, uno dei migliori visti negli ultimi anni.

 

Conclusioni

Mi piacerebbe poter scrivere che Hanasaku Iroha è un anime per tutti, ma purtroppo non è così. Gli amanti degli anime d'azione e fracassoni non troveranno niente qui per loro. Intendiamoci, non è mai troppo tardi per ampliare i propri orizzonti, ma se siete sicuri di quello che volete, e quello che volete sono le botte, cercate altrove. Anche chi cerca una trama complessa e ricca di colpi di scena dovrà guardare altrove. Quindi, Hanasaku Iroha è un anime quasi per tutti, ma tutti questi “quasi tutti” (è quasi uno scioglilingua, vero?smilies2) dovrebbero assolutamente guardarlo. Se avete anche solo un minimo gradimento per il genere, è impossibile che Hanasaku Iroha non vi piaccia. Sul serio, le possibilità sono nulle.

 

Inviata il 13/11/2011 alle 15:53 da Overlord  

Il tempo è tiranno...

 

Ho un paio di anime che vorrei recensire a breve, ma purtroppo i lavori sulla tesi e sulle ultime due puntate di Steins;Gate mi hanno tenuto impegnato. Se tutto va bene, conto di riprendere a postare in una decina di giorni. Ah, se le giornate avessero 28 ore...

 

Inviata il 2/11/2011 alle 19:42 da Overlord  

Recensione: Hidan no Aria

 

C'è un limite al numero di anime uguali che uno studio può produrre prima di puzzare di vecchio? E' quello che sta cercando di scoprire J.C. Staff, ma a mio giudizio potrebbero fermarsi qua - il risultato è già pienamente raggiunto. Toradora!, Kaichou wa Maid-sama, Ookami-san to Shichinin no Nakamatachi sono solo alcuni degli anime di questo studio che, prima di Hidan no Aria, hanno proposto lo schema ormai consolidato (qualcuno direbbe ripetitivo) di una romance comedy con protagonista tsundere. Hidan no Aria sembrava propendere però verso una maggiore componente shonen, e all'epoca lo salutai come l'anime di maggior carattere che la J.C. Staff avesse proposto negli ultimi due anni. Purtroppo, Hidan no Aria non ha mantenuto le promesse, rivelandosi un mediocre anime shonen e una mediocre romance comedy. Vediamo cos'è andato storto.

 

Grafica

Niente da segnalare per quanto riguarda il comparto grafico di Hidan no Aria. La grafica è quella carina e tondeggiante che combina semplicità di realizzazione e gradevolezza visiva. Le protagoniste femminili sono abbastanza variegate a livello di design grafico, ma nel complesso non particolarmente notevoli. Le limitazioni tecniche sono inoltre abbastanza evidenti nelle scene di combattimento, certamente non epocali (cosa che contribuisce non poco a minare la componente shonen dell'anime). Nel complesso, il lavoro fatto sul versante grafico per Hidan no Aria può a malapena considerarsi sufficiente.

 

Musiche

Rispetto alla media degli anime del genere, siamo sicuramente sopra la media per quanto riguarda la colonna sonora. Niente di eccezionale, ma c'è sicuramente qualche traccia gradevole da ascoltare.

 

Trama

E' difficile spiegare la trama di Hidan no Aria e riuscire a far sembrare che abbia senso. Non perchè quest'anime sia un anime nonsense alla Arakawa Under the Bridge (quello mi sarebbe andato bene), ma proprio perchè la trama non regge. Ma poichè comunque devo parlarne, vediamo di iniziare da qualche parte. La madre della protagonista, Aria (che è la discendente in linea diretta di Sherlock Kolmes), è stata incastrata da almeno una decina di persone diverse per un quantitativo di crimini che comportano nel complesso qualcosa come 800 anni di prigione. Queste persone sono ovviamente pericolosissimi criminali dotati di capacità sovrannaturali. E probabilmente la vita è noiosa, se sei un pericolosissimo criminale dotato di capacità sovrannaturali. Che c'è di meglio, quindi, per movimentarla un po' che non farti come nemico una delle poche persone al mondo (Aria) che è realmente in grado di arrestarti e/o ucciderti? Perché non incastrare con quei reati una persona comune, che non avrebbe alcun modo di liberarsene? Immagino che se verrà realizzata la seconda serie di quest'anime (come le molte cose lasciate in sospeso lascerebbero intendere), assisteremo a uno di quei colpi di scena da strappare più di un'esclamazione rapita o ammirata. O più probabilmente no, ma che importa? Certo non mi metterò a guardare la seconda serie di quest'anime.

Ad ogni modo, il desiderio di scagionare la mamma mette Aria in movimento e le fa incontrare Kinji, il protagonista maschile. Quest'ultimo è iscritto (come Aria) alla scuola Butei, un'organizzazione che adempie a funzioni di polizia e private security con mandato internazione (sì, lo so che non è credibile, ma poi arrivano anche i vampiri, quindi...). Il problema è che il buon Kinji è completamente negato in combattimento, oltre a essere discretamente ottuso, tranne che nel caso in cui venga eccitato sessualmente - in tal caso scatta l'Hysteria Mode, che lo rende uno degli individui più letali del pianeta. E' abbastanza evidente che questo fattore dovrebbe servire a dare all'anime una marcata impronta ecchi, ma in realtà Hidan no Aria è talmente casto che praticamente non ci farete caso.

Comunque sia, Kinji viene coinvolto da Aria, dando il via a una trama di tale pochezza che un team di bambini delle elementari avrebbe probabilmente potuto fare di meglio. Senza entrare nel dettaglio (sia per evitare spoiler, sia perchè francamente non ne vale la pena), passiamo ad un altro elemento della trama; elemento che probabilmente non sorprenderà nessuno: il triangolo amoroso (o quadrato, fate voi). Il buon Kinji è stato infatti già preso di mira da un'amica di infanzia, nonchè Miko dotata di superpoteri, che tra l'altro è piuttosto attiva nel cercare di sedurlo, ma prevedibilmente senza successo (ah, i protagonisti degli anime giapponesi...). Si aggiunge a lei anche Riko, la discendente diretta di Lupin, e naturalmente rivale di Aria. Le tre ragazze hanno puntato il protagonista, ma nel corso di questa serie (e probabilmente anche nelle successive) la questione non arriva a nessun punto conclusivo.

E questo è più o meno quanto. Se qualcosa vi ha colpito in positivo, non fatevi ingannare: è solo un'impressione. Nell'anime non c'è quasi nulla che funzioni come deve, e basilarmente l'unico (flebile) motivo per seguirlo è Riko, che aggiunge un po' di pepe. Anche qui, comunque, ci sono moltissimi anime ecchi meglio realizzati, quindi...

 

Personaggi

Come avevo accennato, l'unico personaggio che mi ha in qualche modo lasciato un'impressione positiva è Riko, non perchè sia stato realizzata particolarmente bene (in altri anime, sarebbe stata probabilmente una specie di comprimaria), ma perchè è l'unica che riesce un po' a risollevare l'anime nei momenti in cui è su schermo. La protagonista, infatti, puzza di vecchio già prima di apparire su schermo. Oltre a essere una classicissima tsundere, senza niente di nuovo o particolare, l'ho trovata anche poco interessante dal punto di vista del design grafico. L'ultima appartenente all'harem del protagonista, la Miko (di cui neanche mi ricordo il nome, traetene le conclusioni che volete...), è passabile ma certo non memorabile - oltre ad apparire piuttosto poco rispetto alle altre due.

Il protagonista... bé, è un clichè ambulante, e si salva soltanto grazie all'introduzione dell'Hysteria Mode, che purtroppo viene usato abbastanza poco lungo il corso dell'anime, e solo come metodo per dare un power-up quando è necessario sconfiggere un boss. Considerando che mentre è in quello status non cambiano solo le capacità del protagonista, ma anche la sua personalità e il suo atteggiamento verso le ragazze, penso che questo meccanismo narrativo sarebbe potuto essere utilizzato meglio. Ma in mezzo a tanta mediocrità, difficile sorprendersi per così poco.

 

Conclusioni

Come avrete intuito, non ho intenzione di consigliarvi la visione di Hidan no Aria. Tutto il contrario, in effetti. Solo che penso sia giusto non recensire solamente anime di qualità, ma occasionalmente parlare anche di quelli nella media, e addirittura di quelli mediocri. Perchè Hidan no Aria è proprio questo, mediocre. Ci sono anime shonen molto migliori, romance comedy molto migliori, anime ecchi molto migliori. Ci sono ibridi di questi generi che sono comunque molto migliori di Hidan no Aria. Almeno il 75% degli anime usciti quest'anno sono migliori di Hidan no Aria, se vogliamo dirla tutta. Sceglietene uno a caso, e avrete comunque una buona probabilità di capitare meglio che scegliendo di dare fiducia a questa ennesima fatica non richiesta di uno studio che avrebbe ben altre potenzialità.

 

 

Inviata il 25/10/2011 alle 14:19 da Overlord  

Prime Impressioni sulla Stagione Autunnale - Parte Quarta

 

Ultima tornata per gli anime della nuova stagione. Buona lettura!

 

Guilty Crown: Guilty Crown si apre con una ragazza dal character design eccezionale che fugge da un robot inseguitore in una scena d'azione altrettanto eccezionale. Quando la ragazza precipita da un ponte nelle acque del fiume, la scena si sposta sul protagonista, uno studente di nome Shu. Per motivi non meglio specificati, Shu, decide di andare a consumare il suo bento tra le rovine di una scuola abbandonata, casualmente lo stesso posto dove si era rifugiata la ragazza in fuga (di cui val la pena citare il nome, Inori). I due ragazzi socializzano, ma il classico momento anime “boy meets girl” viene interrotto dall'arrivo sulla scena di uno squadrone di militari che cattura Inori e ignora completamente Shu. Ora, considerando che Inori aveva rubato un oggetto ultra-super-top secret, ti verrebbe da pensare che i militari perquisiscano tanto l'edificio quanto Shu, ma a quanto pare decidono che non ne vale la pena. Molto più comodo andare in una zona completamente diversa e cominciare a falcidiare la popolazione innocente per farti rivelare dove è nascosta la refurtiva (perchè loro, dopotutto, sono i cattivi™). Nel frattempo, il nostro protagonista recupera l'oggetto e grazie all'aiuto di un robottino che Inori si portava dietro riesce a portarlo a un misterioso uomo di nome Dai. Senza apparente motivazione logica, le forze governative che avevamo lasciato a massacrare dall'altra parte irrompono sulla scena, spingendo Shu alla fuga. Combinazione delle combinazioni, girato l'angolo Shu si imbatte nuovamente in Inori, le corre incontro abbracciandola per proteggerla dal fuoco di una mitragliatrice e MAGIA!, parte una classica scena di trasformazione anime in cui Shu estrae una spada dal corpo di Inori e la usa per spezzare a metà un robot, il tutto condito da una musica di sottofondo semplicemente superlativa.

Perché ho fatto questo riassunto, che solitamente evito di proporre? Per evidenziare come Guilty Crown sia un anime con le potenzialità del capolavoro, che si perde in un bicchiere d'acqua. La realizzazione tecnica è straordinaria, la trama sembra promettente, il character design è buono... ma ci sono davvero un mucchio di cavolate. Peccato. La visione rimane comunque consigliata a più o meno tutti. Dopotutto,se si lascia alle spalle queste ingenuità, potremmo davvero avere tra le mani un grandissimo titolo.

Potenziale: 7,5 / 10

 

Mirai Nikki: un titolo canonicamente shonen, ma con qualche asso nella manica. In primo luogo, l'idea dei diari che prevedono il futuro, ma con delle limitazioni, non è niente male. Inoltre, il personaggio di Yuno è semplicemente fantastico, oltre a essere una delle prime genuine yandere ad avere spazio in un anime (e probabilmente la prima ad averne così tanto). Il survival game alla base della trama è un espediente narrativo abbastanza abusato, ma è necessario per storie di questo tipo e comunque beneficia dell'originalità complessiva del titolo. In sostanza, un altro buon anime che ci offre questa stagione, dedicato in particolar modo agli amanti dell'azione.

Potenziale: 7 / 10

 

UN-GO: non so se si possa attribuire a Gosick il merito (o la colpa) di aver dato il via a una serie di anime che raccontano storie di mistero, ma dopo lo stesso Gosick e Kamisama no Memochou, ecco arrivare anche questo UN-GO. In quest'ultimo titolo, l'ambientazione è quella di un Giappone simil-contemporaneo ma ridotto quasi in macerie da una serie di non meglio specificati attacchi terroristici. In questo scenario si muovono il protagonista e la sua compagna mutaforma, impegnati a risolvere misteri, senza cogliere mai i benefici delle proprie brillanti deduzioni. Un potente magnate dei media, infatti, Rinroku Kaishou, utilizza il proprio potere per rubare il merito della risoluzione degli enigmi, o manipolare la realtà per far uscire una versione di proprio comodo (detta così sembra il cattivo di turno, ma se vedrete il primo episodio noterete che non è proprio così semplice la cosa). Questo ha portato il protagonista a essere conosciuto come “Il Detective Sconfitto”, ma non l'ha fatto desistere dalla sua professione.

Personalmente, ho trovato questo primo episodio di UN-GO abbastanza interessante, nonostante il mistero proposto fosse abbastanza mediocre. Questo perchè sono risultati invece ben fatte le dinamiche dei rapporti tra i personaggi, che lasciano intendere qualche possibile buon sviluppo futuro. Inoltre, i dialoghi e i temi proposti sembrano un pochino più profondi delle sbuffate moe di Victorique (senza nulla togliere al moe, sia chiaro, ma mettiamolo altrove). Titolo consigliato a chi cerca qualcosa di tranquillo e anche un po' ponderato.

Potenziale: 7 / 10

 

Inviata il 17/10/2011 alle 11:20 da Overlord  

Prime Impressioni sulla Stagione Autunnale - Parte Terza

 

 

Dopo aver coperto qualcosa più di metà degli anime originali della nuova stagione (nel senso che non mi occuperò dei seguiti, almeno per questo giro), direi che ci troviamo di fronte a una stagione nella norma. Qualche buon titolo, tanta robaccia, purtroppo nessun capolavoro. Sarà per la prossima voltasmilies1

 

Persona 4: bè, niente da dire, sembra essere un ottimo adattamento. Le musiche (ottime), il personaggio poco loquace, persino la schermata di cambio della giornata. Anche nella trama non sembrano esserci grandi differenze: il protagonista, Narukami Yu, si trasferisce in uno sperduto paesino di provincia che sarà di lì a poco segnato da una serie di omicidi terribili. Ogni volta, la vittima appare pochi giorni prima della morte nel misterioso Midnight Channel, visibile solamente alla mezzanotte di un giorno di pioggia con la tv spenta. Quando Yu scopre di poter entrare all'interno delle televisioni in un mondo parallelo, all'interno del quale può risvegliare il proprio potere, l'evocazione di uno spirito Persona, inizierà una disperata corsa contro il tempo per prevenire altre vittime e catturare l'assassino.

E' probabile che nel complesso questo titolo perderà qualcosa nel passaggio da videogioco ad anime, ma la trama era avvincente e ricca di colpi di scena (dopotutto, Persona 4 è uno dei migliori JRPG di sempre), e non c'è motivo per cui non possa adattarsi anche a questo nuovo mezzo comunicativo. Persona è una serie dalla grande personalità, e questo anime potrebbe essere un buon modo per scoprirla per la prima volta. Chi invece ha già giocato il videogioco, potrebbe essere interessato, ma penso che potrebbe anche annoiarsi un po' – è tutto esattamente come nel videogioco, intermezzi comici inclusi.

Potenziale: 7,5 / 10

 

Maken-ki: avete presente il classico anime in cui tutto è soltanto una scusa per mettere in mostra seni prosperosi e mutandine? Quel tipo di anime che spunta inevitabilmente ogni stagione con almeno un titolo. Ecco, Maken-Ki è tra i peggiori esponenti della categoria sopracitata. E con tra i peggiori intendo sotto ogni punto di vista, dalla trama ai personaggi all'ecchi. Evitatelo.

Potenziale: 2 / 10

 

Gundam AGE: aiuto! I bimbiminkia hanno preso il controllo dei Gundam, e si sono portati dietro un'ambientazione terribile, dialoghi affettati e un'insopportabile grafica super-deformed. Tralasciando il character design, è il Gundam stesso ad essere inguardabile, sembra davvero un pupazzetto colorato. E la storia, che parla di misteriosi nemici noti come UE (Unknown Enemy), che stanno attaccando l'umanità (ovviamente ad intervalli di tempo sufficienti da permettere al personaggio di crescere e sviluppare l'arma che li sconfiggerà), francamente non è al livello di quello visto in Gundam 00, giusto per citare uno dei titoli della serie più recenti. In sostanza, anime sconsigliato anche agli amanti del genere mecha.

Potenziale: 2 / 10

 

Boku wa tomodachi ga sukunai: come immaginavo, ecco la commedia leggera da seguire per questa stagione. Questo anime parla infatti di un club di disadattati sociali, ma la storia è lungi dall'abbandonarsi a riflessioni sociologiche o sociali – no, l'idea di fondo è semplicemente quella di farsi quattro risate senza pensarci troppo. Dopotutto, si sa, le cose in questo genere di anime finiscono sempre benesmilies1

Boku wa tomodachi ga sukunai appare realizzato con cura sia a livello di musiche che di grafica, con un character design decisamente gradevole. La prima puntata ha offerto un buon livello di intrattenimento, e le battute sono state generalmente ben riuscite. Le ragazze non hanno iniziato dalla prima puntata a sbavare dietro al protagonista, e questo è sempre un buon segno (perlomeno, significa che c'è una trama che deve svilupparsi, no?). In sostanza, quindi, se siete alla ricerca di un anime leggero per passare il tempo nei prossimi mesi, potete tranquillamente mettere Boku wa tomodachi ga sukunai in cima alla lista.

Potenziale: 7 / 10

 

Inviata il 11/10/2011 alle 21:25 da Overlord  

Prime Impressioni sulla Stagione Autunnale - Parte 2

 

Bisogna direi che questa stagione autunnale è davvero promettente, con un buon numero di titoli di spessore. Speriamo che mantengano tutti le promessesmilies1

 

Kimi to Boku: chi l'ha detto che le commedie slice of life devono avere un cast femminile? Ci pensa questo Kimi to Boku a sfidare quello che, almeno dai tempi di Lucky Star, è un paradigma del mondo dell'animazione. Ed è decisamente una sfida da non prendere sotto gamba. Questa commedia tutta al maschile (ma per ora senza nemmeno una punta di yaoi), infatti, può vantare una buona realizzazione tecnica (soprattutto per quello che riguarda le musiche, davvero ottime), un umorismo estremamente efficace, dei personaggi gradevoli e – ovviamente – un indiscutibile fattore originalità. Se la serie riuscirà a ricreare realisticamente le peculiarità dei rapporto di amicizia maschili, allora direi che siamo senz'altro di fronte a un grande titolo.

Potenziale: 7,5 / 10

 

Chihayafuru: un anime forse un po' melenso, ma che personalmente non ho potuto fare a meno di trovare estremamente coinvolgente. La storia di Chihayafuru ruota intorno a tre amici legati da un gioco giapponese di nome Karuta (ha a che vedere con delle poesie, ed è piuttosto poco noto all'estero, a differenza degli Shoji ad esempio), amici che si sono allontanati nel corso degli anni ma che (o almeno così suppongo) sono destinati a reincontrarsi, magari proprio grazie alla comune passione. Melenso, non è vero? Però, i 20 minuti di visione per me sono volati davvero via. La realizzazione tecnica è buona, e la storia è una di quelle che ti prende e ti coinvolge con il suo calore umano. Probabilmente non è per tutti, ma se vi piacciono le storie tranquille ve lo consiglio assolutamente.

Potenziale: 8 / 10

 

Mashiro-Iro Simphony: niente di particolarmente interessante in questo blando adattamento da visual novel. Per quel che si può giudicare da questo primo episodio, siamo di fronte alla classica romance comedy ad ambientazione scolastica, con un nutrito gruppo di ragazze concentrate sul protagonista di turno. Questa prima puntata non ha mostrato né un character design particolarmente impressionante, né una realizzazione tecnica di buon livello; né un buon umorismo, nè tantomeno una buona base da cui far decollare una trama. Che dire? Passate oltre, a meno che non vi sentitate in obbligo di guardare ogni singola romance comedy prodotta in Giappone.

Potenziale: 4 / 10

 

Kyoukai Senjou no Horizon: raramente basta mischiare insieme qualche dozzina di elemento fantasy e sci-fi per ottenere una buona storia. Sicuramente non basta per questo Kyoukai Senjou no Horizon, il cui primo episodio è talmente incasinato – ma soprattutto inconcludente – che non riuscirei neanche volendo a farvi un riassunto della trama (anche perchè in questa prima puntata non c'è, serve solo a presentare un enorme cast di protagonisti). Il voto alla fine di questo paragrafo sarebbe quindi molto basso, se non fosse che 1) è una produzione Sunrise, e 2) proprio a fine episodio qualche seme per sviluppi futuri viene gettato. Quindi, alzo il voto di un paio di punti, per il risultato che potete leggere di seguito.

Potenziale: 5 / 10

 

Inviata il 7/10/2011 alle 20:52 da Overlord  

Prime Impressioni sulla Stagione Autunnale - Parte Prima

 

Due buoni titoli e due orrori per questo primo appuntamento con gli anime della nuova stagione.

 

Fate/zero: che Fate/stay Night sia una delle migliori visual novel di sempre, è un dato di fatto. Che la serie anime non gli abbia reso onore, è un altro dato di fatto. Che questo Fate/zero possa rivelarsi all'altezza, è ancora tutto da vedere – ma a mio giudizio c'è di che essere ottimisti. Per chi non lo sapesse, questa serie è il prequel di Fate/stay Night, e narra la storia della precedente guerra per il Santo Graal, combattuta tra gli altri dal padre di Emiya Shirou (protagonista dell'originale) e dal prete corrotto Kotomine Kirei. Le premesse per una buona storia sembrano esserci tutti, quantomeno se siete fan delle produzioni Type-Moon. La realizzazione tecnica non è particolarmente esaltante a livello grafico, purtroppo, ma perlomeno a livello di colonna sonora sembra sia stato fatto un buon lavoro.

Nota importante: anche se è un prequel, evitate di guardarlo senza aver prima giocato la visual novel o visto la relativa serie anime – imho, ve lo godreste solo a metà.

Potenziale: 8 / 10

 

Maji de watashi no koi shinasai: o Majikoi, come viene comunemente chiamata la visual novel da cui è tratta questa serie anime. Serie anime che, va detto, sembra assolutamente promettente. In primo luogo, la realizzazione grafica e il character design delle ragazze sono molto buoni (anche se qui, va detto, è soprattutto questione di gusti). I combattimenti sembrano giocare un ruolo di primissimo piano, ma non sembra che la serie voglia scadere al livello di Ikkitousen (la cito perchè le affinità sono più di qualcuna). Le classi della scuola frequentata dal protagonista, infatti, risolvono le loro controversie inscenando battaglie campali assolutamente realistiche, eccetto che per l'uso di armi non letali. Il protagonista, Yamato, è uno stratega geniale che conduce in battaglia uno stuolo di belle ragazze, per impressionare la propria sorella maggiore (adottiva o no, non saprei dirlo al momento) di cui è innamorato. Va da sè che le altre ragazze non hanno assolutamente perso le speranze, gettando i semi per la componente harem comedy della serie.

Lo sviluppo dell'elemento sentimentale è ancora difficile da valutare, ma considerando che stiamo parlando di una serie tratta da visual novel, sembra difficile che possano sbagliare proprio quello. Considerando infine che sembra che la serie possa strappare più di qualche risata, siamo sicuramente di fronte ad un anime assolutamente da consigliare.

Potenziale: 8 / 10

 

C3: difficile valutare quest'anime basandosi solamente sul primo episodio, praticamente non si capisce dove voglia andare a parare. Ad ogni modo, usando anche il fiuto maturato in questi anni (che non sempre ci azzecca, badate bene), mi sentire di non consigliare la visione dell'anime. Nonostante una realizzazione tecnica piuttosto buona, infatti (ottime le musiche), tutto il resto è fin troppo banale e prevedibile. La bella ragazza che arriva improvvisamente a casa del protagonista è un clichè talmente abusato che l'anime che voglia utilizzarlo deve offrire qualcosa di veramente buono per farsi perdonare, e C3 semplicemente non ci riesce. Una specie di romance comedy grondante buonismo, non particolarmente divertente e dallo sviluppo scontato – questa è l'impressione che emerge dalla visione del primo episodio di C3. Neanche la svolta battle shonen a fine episodio è riuscita a stimolare il mio interesse. Evitatelo.

Potenziale: 2,5 / 10

 

Phi Brain – Kami no Puzzle: c'è sempre un fattore di rischio implicito nella realizzazione di una storia basata sulla realizzazione di enigmi – l'autore deve essere in grado di proporre enigmi complessi e intriganti, che rendano credibile che a risolverli possa essere solo un protagonista estremamente intelligente e abile. Phi Brain – Kami no Puzzle ha purtroppo dimenticato questa semplice regola. Considerando che il puzzle da risolvere per raggiungere la stanza segreta del tesoro leggendario è riconoscere la colonna nel labirinto che è evidenziata da un simbolo diverso, è evidente che qualcosa è andato storto. Molto storto. O la qualità degli enigmi sale vertiginosamente nel corso della serie, o siamo di fronte a un clamoroso buco nell'acqua.

Potenziale: 2 / 10

 

Inviata il 3/10/2011 alle 22:36 da Overlord  

Recensione: Steins;Gate

 

Se poteste modificare un microonde per spedire messaggi nel passato, cosa fareste? Da questa folle premessa prende spunto Steins;Gate, un anime tra i migliori di quest'annata e che rimarrà negli annali dell'animazione sci-fi. E sì che la Nitroplus è praticamente sinonimo di qualità, ma in questo caso sono rimasto col fiato sospeso fino alla fine – sembrava troppo facile rovinare tutto con un finale approssimativo, o ancora peggio con uno di quei terribili finali aperti a cui purtroppo molti anime, anche di alto livello, ci hanno abituato. E invece Steins;Gate si è rivelato fortunatamente un titolo a tutto tondo, ed è con gran gusto quindi che vado ora a recensirlosmilies1

 

Grafica

La grafica di Steins,Gate ha un suo stile particolare e come tale può piacere o non piacere, ma nel complesso si può senz'altro dire che non siamo di fronte a nulla di memorabile, né tecnicamente né artisticamente parlando. I tratti dei personaggi e delle ambientazioni sono abbastanza spartani, le animazioni non sono mai messe alla prova da sequenze d'azione particolarmente spinte, il character design grafico è buono ma non eccezionale. Niente di grave, comunque, visto che Steins;Gate ha altrove i suoi punti di forza.

 

Musiche

Anche da questo punto di vista, il lavoro fatto su Steins;Gate è discreto e nulla di più. Per la maggior parte del tempo, le musiche sono assenti o talmente in secondo piano rispetto alle voci dei personaggi che è quasi inevitabile dimenticarsi addirittura che esistano. La presenza di qualche buona traccia non riesce a risollevare di molto il risultato finale. Un peccato, almeno in questo comparto si poteva lavorare un po' di più.

 

Trama

Lo sviluppo delle vicende di Steins;Gate, e i numerosi intrecci della trama, sono senza dubbio il punto forte di quest'anime. Tutto ha inizio quando due nerd appassionati di fisica e informatica, Okabe Rintarou e Hashida Itaru, riescono ad assemblare per sbaglio una macchina capace di inviare messaggi di testo nel passato. Questa scoperta è talmente casuale che il primo messaggio, destinato a mettere in moto un'incredibile effetto domino di eventi e disastri, viene inviato per sbaglio. Il messaggio attira sfortunatamente l'attenzione del SERN (sì, è il noto ente scientifico stazionato in Svizzera, solo che hanno dovuto cambiare una lettera), diventato nel futuro il dominatore del tempo grazie al monopolio sulla macchina del tempo. E' proprio per questo motivo che un viaggiatore del tempo, Barrel Titor (sì, è una citazione anche questa), arriva nell'epoca di Okabe e degli altri per recuperare un vecchio computer IBN 5100, indispensabile per bloccare le aspirazioni del SERN. Confusi? E non è neanche tutto. Il cast è variegato e ogni personaggio avrà un ruolo nell'evoversi delle vicende. Preparatevi a far lavorare il cervello e, quel che è meglio, ad essere sorpresi.

C'è una premessa da fare: come in molte storie che fanno leva su viaggi nel tempo e paradossi temporali, dovete ingoiarvi senza fiatare qualsiasi spiegazione vi arrivi dagli autori. Naturalmente, discuterne con altri appassionati di anime può essere tanto divertente quanto la visione stessa dell'anime, ma quello che voglio dire è altro: non mettetevi a fare le pulci all'anime perchè questo o quell'altro sviluppo sono poco credibili. E' una storia, deve intrattenere e ci riesce benissimo. Il resto conta poco, francamente, non foss'altro perché dopotutto neanche la comunità scientifica mondiale ha raggiunto una visione univoca e concordante sulla reale natura del tempo. Semplicemente, gustatevi la pura genialità e brillantezza di un'ottima trama, carica di pathos e colpi di scena. Non capitano spesso, anime del genere.

 

Personaggi

Il cast di personaggi prevede, nel solito stile delle visual novel (il formato originale di Steins,Gate, da cui è stato tratto l'anime) prevede un personaggio maschile principale, una spalla comica, e un set di ragazze di contorno, una delle quali è destinata a diventare il principale interesse sentimentale del protagonista. Fortunatamente, non tutte le ragazze sono lì per innamorarsi del protagonista, e la relazione d'amore centrale alla storia si sviluppa in maniera inconsueta e intrigante. Non entro nei dettagli, ovviamente, per evitare spoiler.

A livello di caratterizzazione dei singoli personaggi, il lavoro fatto è stato piuttosto buono. Certo, è difficile sfuggire ai canoni del genere, e Kurisu è una tsundere a tutto tondo (ma, vale la pena dirlo, un'ottima tsundere), però altri personaggi sono marcatamente più originali. Kiryuu Moeka, ad esempio, riserverà più di una sorpresa, con repentini cambi di carattere e ruolo nelle vicende in corso. Nel complesso, Steins;Gate non offre personaggi “memorabili”, ma soltanto un cast solido a tutto tondo e funzionale alla narrazione della storia.

Mi sento però di fare una menzione speciale per il protagonista, Okabe Rintarou (o, come ama farsi chiamare lui, Houohin Kyoma). Ad oggi, è stato uno dei personaggi principali che ho trovato meglio costruiti e più gradevoli in assoluto. E' una persona normale, nel suo voler attirare persone intorno a sé creando la messinscena del laboratorio e dello scienziato pazzo; ha paura, ma ha anche la forza di volontà di combatterla; è debole, ma in grado di appoggiarsi agli altri per superare le sue debolezze. Fondamentalmente, è un essere umano, e questo è il miglior complimento che si possa fare ad un personaggio di finzione. Inoltre, è anche spassososmilies3

 

Conclusioni

Essendo uno dei migliori anime dell'anno, naturalmente la visione di Steins;Gate è consigliata a tutti. Se siete amanti dello sci-fi, poi, diventa praticamente un must. La storia decolla subito e, con l'esclusione di un paio di puntate un po' deboli, non perde mai il ritmo, scacciando via ogni possibilità di annoiare o di perdersi qualche spettatore per strada. Naturalmente, ci vuole un gran quantitativo di “sospensione del giudizio” per gustarsi appieno questo anime, ma dopotutto questo è vero per un gran numero di opere, anche di grande valore. Ergo, senza indugi, se non l'avete già fatto provvedete a procurarvi questo grandissimo anime.

 

Inviata il 23/9/2011 alle 12:41 da Overlord  

Boku wa tomodachi ga sukunai - Episode 0

 

Non avendo alcuna familiarità con la serie di light novel da cui è tratto quest'anime, e non essendomi informato in alcun altro modo al riguardo, questo pre-air ha mantenuto intatto il gusto del colpo di scena a metà episodio. Sarà forse per questo che mi è venuta voglia di seguire questa serie, ma direi che Boku wa tomodachi ga sukunai poggia su basi abbastanza solide. Una storia incentrata su un club di estraniati sociali, infatti, può facilmente essere reinterpretata in stile "light comedy" e produrre un buon numero di scene divertenti. Non dovrebbero poi mancare gli elementi di romance comedy, visto il gran numero di personaggi femminili, tral'altro dal design grafico accattivante. Per quanto riguarda la grafica stessa, il video era di pessima qualità, ma penso che con una raw decente il risultato possa essere buono. Per i giudizi definitivi vi rimando alla solita analisi di inizio stagione, ma penso che questa serie possa già essere indicata come una di quelle da tenere d'occhio per i prossimi mesi.

 

Inviata il 22/9/2011 alle 15:23 da Overlord  

Recensione: Gosick

 

Gosick è un anime che vuole essere dark, ma senza impressionare troppo; che vuole proporre allo spettatore enigmi e misteri, ma senza incentivarlo a riflettere per risolverli; che vuole imbastire una trama complessa e coinvolgente, ma riesce al meglio solamente quando si allontana da quella trama. Insomma, un anime che non riesce ad essere niente di quello che si proponeva, ma che in qualche modo riesce comunque ad essere gradevole. Curioso, non trovate?

 

Grafica

La grafica di Gosick non è sgradevole, ma decisamente spartana. Non molta attenzione è stata data agli ambienti, né a livello di realizzazione tecnica né a livello di originalità del design (con l'unica possibile eccezione della biblioteca dove risiede la protagonista). Similmente, solo pochi personaggi centrali godono di una realizzazione anche solo decente, e le comparse sono quantomai piatte e bidimensionali. L'unica nota positiva è il fattore moe straripante della protagonista nelle sue indimenticabili espressioni, davvero ben realizzate e infuse di vitalità.

 

Musiche

Bé, il massimo che si può dire è che ci sono delle musiche in Gosick. Purtroppo, accompagnano solo sporadicamente le vicende su schermo, e non ci sono temi particolarmente memorabili. Si potrebbe arguire che non accompagnare le scene di parlato con delle musiche sia una decisione voluta, ma rimane comunque la sensazione che si sarebbe potuto fare molto di più. Tanto per dire, anche in Bakemonogatari si parla per il 90% del tempo, ma le musiche di accompagnamento sono nientemeno che fantastiche.

 

Trama

La storia di Gosick è ambientata a cavallo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale in Europa, in un regno immaginario di nome Sauville che per certi versi ricorda la Svizzera. E' proprio a Sauville che arriva Kazuya Kujo, giapponese figlio di militari, arrivato in quel piccolo paese europeo per studiare all'estero (e allontanarsi dall'ombra dei suoi fratelli maggiori, a loro volta militari di successo – questo elemento della trama viene citato alcune volte ma non ha nel complesso il minimo impatto sullo svolgimento delle vicende). L'arrivo nell'Accademia, però, gli riserva una brutta sorpresa: spinti da una locale leggenda, i suoi compagni di studio lo etichettano come uno Shinigami, allontanandolo e cercando di avere il minimo a che fare con lui. Irrimediabilmente solo, Kujo comincia a girare per l'accademia, e proprio in cima alla torre della Biblioteca fa l'incontro che gli cambierà la vita. In cima alla biblioteca vive infatti una bellissima ragazza di nome Victorique, lì esiliata da suo padre, un potente membro dell'aristocrazia. Tra i due ragazzi, ognuno per motivi diversi condannato alla solitudine, si instaurerà un rapporto destinato a resistere alle molte avversità sulla loro strada.

Fin qui, tutto bene. Il setup è relativamente canonico, ma non mancano gli elementi di interesse. I problemi iniziano quando la trama di Gosick comincia a cercare di ampliare i propri orizzonti, coinvolgendo strati su strati di intrighi della lotta segreta tra l'Accademia delle Scienze e il Ministero dell'Occulto, il destino di una popolazione perseguitata che porta il nome di “Lupi Grigi”, e naturalmente l'ombra imminente della grande Guerra Mondiale che sta per spazzare l'Europa. Il ruolo che i protagonisti svolgono nelle vicende mi è personalmente sembrato troppo forzato, e penso sarebbe stato meglio orientare la trama verso uno slice-of-life storico (alla Spice & Wolf, per capirci), combinato naturalmente alla vena mistery che avrebbe potuto dare una marcia in più. Penso che in questo modo si sarebbe potuto sfruttare al meglio anche il fattore moe della protagonista, e dare più spazio a quei comprimari che obiettivamente rimangono praticamente degli estranei fino alla fine della serie.

 

Personaggi

Un unico personaggio vale la pena di essere menzionato in Gosick, ed è la protagonista femminile Victorique. Una tsundere ben caratterizzata, molto moe, dall'interessante design grafico. Oltre lei, il nulla. Il protagonista, Kujo, è una macchietta, nella peggior tradizione dei protagonisti di anime. La comprimaria che dovrebbe formare un triangolo amoroso con i due protagonisti, Avril, è palesemente non all'altezza della situazione, sotto nessun punto di vista. Del resto del cast non vale neanche la pena parlare. Ad ogni modo, a seconda dei vostri gusti personali, Victorique potrebbe valere da sola il prezzo del biglietto, e questo va senz'altro detto.

 

Conclusioni

Fondamentalmente, Gosick vuole essere una romance comedy condita con elementi mistery. Se sotto il primo aspetto si può dire che l'opera sia riuscita discretamente, non mi sentirei di dire lo stesso della componente “gialla”. In effetti, lungo tutta la serie, i protagonisti sono continuamente messi di fronte a enigmi, misteri e omicidi da risolvere di vario tipo; tutti puntualmente risolti da Victorique, ovviamente (Kujo non sarebbe in grado di scoprire neanche chi gli ha rubato le noci che tiene nascoste in testa al posto cervello). Il problema è che questi enigmi sono troppo facili, troppo difficili o troppo sballati per incentivare realmente lo spettatore a risolverli, minando alla radice tutta questa vena dell'anime. Peccato, perché si vedono pochi prodotti del genere, e sarebbe potuto essere una ventata di aria fresca.

In definitiva, dunque, Gosick è un anime particolare dall'esecuzione un po' carente. Potrebbe valere comunque dargli la pena se qualcosa nella recensione vi ha interessato, o se semplicemente cercate una romance comedy che si discosti un po' dai soliti canoni.

 

Inviata il 7/9/2011 alle 18:11 da Overlord  

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